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Intervista a Tiziana Lia



Ciao Tiziana e grazie mille per il tuo tempo.
Ciao a tutte voi, sono felice di rispondere alle vostre domande.

1 Raccontaci qualcosa di te e di come è nata la tua passione per la scrittura.
Avrei tante cose da rivelarvi, ma inizio appunto dalla lettura, la mia prima passione. Ricordo che uno dei primi libri corposi, ricevuto in regalo per un Natale - avevo circa undici anni - l’ho divorato in due giorni eclissandomi da tutto e tutti.  Ho sempre adorato immergermi nelle storie e volare con la fantasia, anche oltre ciò che raccontavano le righe stesse. È da lì che è nata l’esigenza di scrivere. Leggere non mi bastava più, mi sentivo come un cavallo chiuso nelle redini che desiderava galoppare nell’infinita prateria della propria immaginazione.

2 Quali sono le tue letture del cuore?
A dire la verità non ho nessun libro che mi è rimasto particolarmente impresso nel cuore. Ho però un autore preferito, questo sì. Di lui ho letto diversi romanzi.

3 Ci sono autori o autrici che ti hanno trasmesso quel qualcosa in più e ti hanno ispirata?
Come accennavo prima, ho un autore che ho apprezzato più degli altri e parlo di Ken Follett. Nei suoi romanzi non si limita a narrare le vicende dei protagonisti, ma allarga “la veduta” anche sui personaggi secondari, sull’aspetto psicologico. Nei suoi romanzi trovo di tutto: dall’intrigo alla passione, dall’amicizia all’odio… Nei miei romanzi amo anche io ampliare diversi aspetti per non lasciare al lettore una storia che si limiti ai due personaggi principali, e adoro i flashback che permettono di comprendere il loro passato. Mi piace approfondire la psicologia dei protagonisti e non solo la loro, per dare alla storia un panorama a 360°.

4 Cosa pensi del self publishing e dell’editoria?
Secondo me sono canali che per certi versi camminano similarmente. Io ho pubblicato da self i miei primi due romanzi: Ai confini del cuore (2015) e Noi all’orizzonte (2017). Nel 2018, invece la Gilgamesh Edizioni e in particolare le editor della rinnovata collana Inanna hanno creduto in Pericolosamente tu, un romantic suspense che mi ha dato molte soddisfazioni. Secondo me il self può essere un’arma pericolosa, soprattutto se chi vi accede non si impegna nell’editing, pubblicando frettolosamente o senza aver ricevuto consigli da qualcuno che ha più esperienza. Un autore può aver scritto, infatti, una bella storia, ma se il testo è illeggibile o carico di errori di vario genere, perde molto. E di tutto questo ne paga le conseguenze il lettore, che ha pure speso del denaro per leggere cosa? Un altro aspetto fondamentale per gli autori è la promozione della propria opera. Nessuno, ad alcun livello, può permettersi di sedersi e aspettare che le cose piovano dal cielo. Questo sia se si è self sia se si è “presentati” da una casa editrice. Di sicuro, pubblicare con una CE, permette di accedere a canali che spesso a un self non sono concessi, aiuta a farsi conoscere meglio, è un appoggio, uno “sponsor” importante. Tuttavia, come ripeto, in entrambi i casi, l’autore deve darsi da fare al meglio.

5 Come è nata la tua passione per i romanzi d’amore?
Inevitabile: sono romantica fino all’osso, sono una che vede sempre in positivo, che ha la speranza tatuata nel cuore. Non avrei mai potuto non scrivere d’amore, anche se non mi dispiace l’idea di provare altro.

6 Parlaci un po’ dei tuoi romanzi.
Sono tutti e tre contemporanei.
“Ai confini del cuore” racconta di Fanny, una ragazza madre alla quale è stato tolto anni prima l’affido del figlio e si ritrova a dover dimostrare a un giudice di essere in grado di prendersi cura del bambino. Nella sua vita non c’è ovviamente posto per nessun altro, almeno finché non conosce Ray, a sua volta separato e padre di due bambine, che vive per le sue figlie. Sarà dura per Fanny superare le paure e fidarsi, per questo, nonostante la passione che scoppia tra lei e Ray, continua a lasciarlo ai margini del proprio cuore.
“Noi all’orizzonte” è un romanzo più complicato sia per gli intrecci e i temi trattati, sia per i personaggi che si incontrano. Zoe è una donna che ha rinnegato anche le sue origini pur di seguire un sogno di benessere accanto al suo uomo Fabio, ma quando la distanza e le problematiche economiche iniziano a creare incomprensioni, tutto il suo mondo traballa. Per cercare di dare un senso alle sue giornate, inizia a lavorare come volontaria in un centro di accoglienza di giovani disadattati o senza famiglia, il Borgo Trilussa, dove incontra Isaac, un uomo di colore. Entrambi si studiano e si giudicano a prescindere. Difficile superare i rispettivi pregiudizi, anche se a poco a poco la reciproca conoscenza permette di abbattere quell’invisibile muro tra loro. L’attrazione che nasce tra i due cammina di pari passo con le giornate e la vita dei ragazzi del Borgo e dell’anziano fondatore del centro stesso di cui Isaac è il braccio destro.  Il lettore imparerà a conoscere la vita e il pensiero di ogni ospite. Tuttavia, c’è anche un pericolo che sfiora il più piccolo dei giovani e Zoe e Isaac si ritroveranno, come due genitori, a cercare di srotolare l’ingarbugliata matassa.
“Pericolosamente tu” è nato dal mio amore per i gialli e i romance. Adoro gli intrighi e gli intrecci. Alejandro Cortez ha una vendetta da portare a termine e necessita di infiltrarsi nella famiglia dei Ford. Dover proteggere Joanna, che ne fa parte, è l’occasione ideale. Tra l’altro la donna possiede qualcosa che lui vuole. Peccato che l’attrazione che prova per Jo, mette più volte a rischio la copertura dell’ex ranger. L’ombra del trafficante che minaccia la donna è sempre presente e non solo quella. Il titolo non è stato scelto a caso: lui è un pericolo per lei e viceversa, ma entrambi non sanno di essere a loro volta ignare pedine di progetti altrui. Il lettore si trova suo malgrado di fronte a più filoni da seguire. Ovviamente mi sono divertita un mondo a creare colpi di scena, ingarbugliare le carte affinché chi legge si possa trovare di fronte alla costante domanda “e adesso cosa succederà?”

7 Sei affezionata/o a uno di questi in particolare?
Ognuno dei miei romanzi continua a regalarmi emozioni, soprattutto quando leggo le recensioni dei lettori. Non posso rispondere a questa domanda, è come chiedermi a quale dei miei figli (e ne ho tre davvero) amo di più.

8 Quali sono i tuoi hobby oltre la lettura e la scrittura?
Un tempo avevo anche il disegno. Se avessi tempo di riprendere la  mano, non mi dispiacerebbe creare delle storie a fumetto. Non so se si può dichiarare hobby, ma incontrare persone, organizzare riunioni tra amici o eventi è una cosa che adoro. In ultimo amo ascoltare la musica, quella con un bel ritmo, a tutto volume.

9 Che cosa desideri per il futuro?
Professionalmente mi auguro di lavorare sodo e bene affinché chi mi legge continui a farlo con piacere e chi si avvicina per la prima volta a me scopra nelle mie storie uno stile attento, originalità e tutto ciò che desidera. In poche parole farmi apprezzare da un pubblico sempre più vasto. Magari, un giorno un mio romanzo sarà fisso e ben in mostra su uno scaffale grazie al mio impegno, alla richiesta dei lettori stessi, surclassando la “burocrazia” editoriale che non sopporto proprio. L’ho già detto che sono una grande sognatrice?

10 Cosa significa per te partecipare al primo Festival del Romance italiano?
Un’occasione che non avrei mai creduto potesse presentarsi in Italia. Incontrare pubblico e autori, blogger, grafici e chi più ne ha più ne metta, mi crea un’emozione fortissima. Ritengo sia una vetrina importante per tutti. D’altro canto gli autori di romance in Italia non sono considerati alla stessa stregua degli altri, come, invece, accade in America o in altre nazioni. È l’occasione per scuotere, per far vedere chi siamo, far notare con i numeri cosa smuove il romance, e soprattutto dimostrare che quelle che scriviamo non sono storielle d’amore da due soldi, ferme al rapporto tra i due protagonisti. Oggi gli autori di romance rispondono alle esigenze dei lettori, toccano argomenti attuali, forti. In molti, invece, considerano scontato e noioso il lieto fine che c’è sempre e io rispondo loro che guardare in positivo non ha mai fatto male, anzi! Personalmente sono stufa di vedere volti entusiasti quando dico che sono un’autrice e subito dopo scoprire tutta un’altra espressione quando spiego nel dettaglio. Sono sicura che il 2019 sarà soltanto l’anno di apertura, cui seguiranno tanti altri per questa manifestazione. Oggi la gente forse è ancora scettica, ma se questa iniziativa servirà a scrollare i dormienti e gli snob, beh, sono felice di esserci!

Grazie mille, è stato un vero piacere intervistarti.
Daniela,
Semplicemente Amiche

Piacere mio essere stata vostra ospite.


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